24 Gennaio, 2021
L’arte, la bellezza e l’eleganza nell’alta moda di Roberto Guarducci

L’arte, la bellezza e l’eleganza nell’alta moda di Roberto Guarducci

Roberto Guarducci stilista barese stato per 20 anni uno degli stilisti della famosa casa di moda FENDI, direttore artistico di importanti eventi moda come il Premio Moda di Matera; ha collaborato con Karl Largefeld, docente di Fashion Design, Ideatore e direttore artistico della Magia delle Muse. Lo abbiamo intervistato per conoscere la sua carriera dedicata non solo alla moda ma al bello in ogni sua forma. I suoi capi d’alta moda fanno la differenza per la creatività, l’innovazione e l’eleganza, oltre che per i preziosi tessuti italiani valorizzati da raffinate e sofisticate lavorazioni sartoriali .

Come nasce la sua passione per la moda
Sin dalla giovane età, ho provato una grande attrazione per tutto ciò che è la bellezza dell’estetica e dell’arte in tutte le sue forme. Il mio percorso di studio ha seguito questa predisposizione nell’ambito artistico, che è stato comunque influenzato anche da stimoli visivi percepiti nell’educazione impartita dalla mia Famiglia ed in particolare da mia Madre.

Dopo la maturità artistica la mia passione per la moda incominciò a svilupparsi in modo esponenziale, ed ebbi modo di iniziare a disegnare degli abiti per delle boutique nella Città in cui vivevo che me ne fecero richiesta. Le mie creazioni furono notate da carissimi amici di famiglia, i signori Mincuzzi di Bari ( prestigiosi commercianti che vendevano in esclusiva abiti delle più note griffè nazionali e internazionali nel loro storico Palazzo d’epoca), che mi spinsero ad intraprendere il lavoro nella moda, proponendomi di trasferirmi a Milano per sperimentare le mie potenzialità.

E fu così che nel 1980 ho iniziato a lavorare nella importante Casa di Moda Basile, il cui direttore aristico era Luciano Soprani, dove ebbi modo di comprendere e apprendere le sistematiche lavorative e creative di questa attività.

E’ stato stilista per oltre un ventennio nella maison Fendi. Ci racconti questa esperienza.
Dopo un anno e mezzo circa a Milano mi fu proposto dalle sorelle Fendi di entrare a far parte del loro ufficio Stile e Progettazione nella Maison a Roma, opportunità estremamente prestigiosa che colsi benevolmente anche perché avrei dovuto collaborare al fianco del loro famoso stilista Karl Largefeld, che fu per me un esempio di eccellente talento creativo e di grande professionalità.

Collaborazione che durò oltre un ventennio e nella quale disegnai delle collezioni di abiti e di accessori, e di seguire le relative sfilate in Italia e all’estero.

Ci parli del suo background, come nasce il suo brand. Da cosa trae ispirazione per le sue creazioni. A che tipo di donna sono pensati i suoi abiti.
Dopo aver sperimentato nel tempo le mie capacità professionali è stato molto naturale per me sviluppare il desiderio di creare il brand che portasse il mio nome e la creazione della mia griffè.

Fu così che nacque il marchio di Alta Moda Roberto Guarducci.

I miei abiti sono caratterizzati per la creatività, l’innovazione e l’eleganza, oltre che per i preziosi tessuti italiani valorizzati da raffinate e sofisticate lavorazioni sartoriali

Il percorso estetico che cerco di perseguire attraverso le mie creazioni, si esprime in  una forma creativa che desidera valorizzare la personalità della figura, attraverso una comunicazione visiva che appartiene alla sua fisicità.

Le ispirazioni creative a cui faccio rifermento per i miei abiti, possono essere di varia natura ma l’Arte pittorica degli artisti dell’ Art Nouveau e dell’ Art Dèco sono per me una fonte inesauribile di emozioni e quindi di spunti estetici fondamentali al mio ideale di ricerca estetica e di sperimentazione.

I miei abiti si rivolgono ad una donna consapevole della propria personalità, delle proprie caratteristiche fisiche ed estetiche e che vuole valorizzare al massimo la propria femminilità con raffinata eleganza.

Cosa pensa della moda oggi. Cosa consiglierebbe ad un giovane stilista che si affaccia a questo mondo

Penso che la moda (del lusso) attualmente viva un periodo di totale decadentismo estetico.

La ricerca evolutiva che sperimentano molti nuovi designer che lavorano in Maison importanti, non pensa alla moda come valorizzazione della figura e della persona in senso propositivo ed innovativo, ma al contrario proponendo qualità creative di valore estetico discutibile, proposto e imposto come nuova modernità, che trova  la sua ispirazione nella trasgressione a tutti i costi e nel trash,  cercando così di  trasmettere qualcosa di diverso di cui i media possano scrivere, pur di risultare innovativi.

Io ritengo che un giovane stilista debba principalmente essere a conoscenza della storia della moda e dei suoi protagonisti per poter creare nuove forme visive e creative, oltre le scelte individuali che i couturier hanno sviluppato nel loro tempo, lasciando tracce lavorative importanti ed istruttive nel loro percorso professionale. Inoltre la conoscenza sartoriale e tecnica oltre che produttiva è fondamentale allo sviluppo per la costruzione delle collezioni.

Come è mutata la moda ai tempi del covid-19
Il settore moda italiano in questo momento vive problematiche su diversi fronti: da una parte il calo di produzione, dall’altra quello della domanda. Si deve ripartire subito. Tra blocchi di ordini e mancati pagamenti la moda è in crisi, per i licenziamenti le aziende potrebbero iniziare a chiudere in Italia ed aprire in altri Paesi, che diano loro maggiore sicurezza e garanzie, trasferendo quindi anche il loro potere economico.

Il problema effettivo della pandemia ha destabilizzato il mercato industriale ed artigianale del comparto moda/tessile in generale, di cui l’Italia, in modo particolare, ne ha un primato assoluto, sia dal punto di vista qualitativo che creativo, estremamente apprezzato, dai mercati internazionali. Essendo una Nazione che ha investito molto in queste produzioni moda/ tessile e artigianali, oltre che nel turismo, ma anche nella cultura della bellezza del saper vivere in generale, di cui l’Italia ne è il simbolo assoluto nel Mondo di eccellenza perché ha saputo creare di questa immagine il suo fiore all’occhiello anche per le pregiate produttività, come di tutto il Made in Italy, ricevendone nel tempo immensi consensi e successi commerciali. Il settore moda, agevolato da un bagaglio creativo-storico-artistico italiano di assoluta priorità culturale, potrebbe perdersi se non si provvederà a stimolarne le funzionalità. Momentaneamente molte produzioni sartoriali sono state bloccate in attesa che ci possano essere nuove possibilità produttive, data momentaneamente la carenza di commesse.
Bisognerà capire quanto il mercato riuscirà ad essere ancora competitivo a livello globale e quanto possa reggere al contraccolpo di tale ed imponente recessione  causate dalla pandemia.

Progetti futuri
Il mio entusiasmo e il mio desiderio di ricercare nuove invenzioni creative non si sono fermate, ma al contrario desiderano intensamente esprimersi con la stessa intensità estetica ed emotiva.

Ed è già in atto infatti, la realizzazione di una nuova collezione femminile completa di abiti e di accessori di grande preziosità e di valore formale in fase definitiva e produttiva alla quale ho dedicato molto impegno e dedizione e che presenterò per la prima volta in defilè alla settima edizione del mio Evento di Alta Moda  “La Magia delle Muse”, che si svolge ogni anno nel salone degli specchi del prezioso Circolo Unione del Teatro Petruzzelli di Bari.

La nuova collezione sarà accompagnata da uno shooting fotografico a cui parteciperanno dei grandi fotografi che riprenderanno e valorizzeranno al massimo le mie nuove creazioni in una cornice da favola, che sarà supportata anche dai media.

Uno speciale ringraziamento ai fotografi Massimo Ruvio e Francesco Ottomaniello per la splendide immagine fotografiche presenti in questo articolo

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